Un uomo libero

Di Marco Filatori
Liberamente ispirato alle vite e alle opere di Joan Mirò e Ernest Hemingway
Con Laura Negretti e Paride Beretta
Regia di Toni Caroppi

Dove non arrivano le parole a volte è meglio lasciare parlare l’arte. Hemingway vide un quadro e se ne innamorò. Potrebbe finire qui, ma da qui noi siamo partiti, perché quel quadro è “Montroig - La fattoria” di Mirò. Da un evento in apparenza minore nella vita di un grande della letteratura sono scaturite, come un effetto domino, tutta una serie di idee che sono alla base di “Un uomo libero”. Libertà di rubare alla vita per creare arte, come Hemingway e Mirò, ma anche libertà da schematismi, da classificazioni e collocazioni, liberi di lottare per se stessi. E forse liberi di rubare all’arte per creare vita.
Senza dimenticare che la parola “Libertà”, quando non è solo una parola, significa anche “Responsabilità”.

Intrecciando momenti tratti dalle biografie e altri dalle loro creazioni artistiche “Un uomo libero” parla di questo.

Lo spettacolo “Un uomo libero” ha avuto 25 repliche tra marzo e giugno a Villa Olmo, a Como, all’interno delle manifestazioni a cornice della mostra di Joan Mirò.
Il successo ottenuto è stato clamoroso, come testimoniano le lettere del Presidente del Rotary Club di Como, dott. Paolo Bozzone, dei curatori della mostra e dell’Assessore alla Cultura e al Bilancio del capoluogo lariano, Sergio Gaddi.
   
Rassegna stampa


 Lettera del curatore
 lettera Ass. cultura