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Workshop intensivoIL GIARDINO DEI CILIEGI (di Anton Cechov)Workshop di: Sonia Antinori![]() Nei cento anni che ci separano dalla genesi di quest’opera, le interpretazioni si sono succedute, privilegiando talvolta gli aspetti psicologici o altrimenti la prospettiva sociologica e sposando con diversa sensibilità le possibilità drammatiche e comiche intrinseche al testo. La vicenda è nota: in seguito a un grave incidente in cui ha perso la vita il figlioletto Griscia, Ljubov Andreevna Ranevskaja ha abbandonato la provincia russa e la sua casa di famiglia, per farvi ritorno solo dopo cinque anni, in preparazione dell’asta in cui i suoi beni verranno venduti. Il consiglio che le dispensa il mercante Lopachin, di non vendere la casa, bensì di lottizzare il terreno abbattendo i ciliegi, le appare assurdo. Ma nessun altro può consigliare Ljubov; non l’apatico fratello Gaev; non Iepichodov, il contabile ossessionato dal suicidio; non Varja, la figlia adottiva; né Anja, la figlia naturale a cui lo studente Trofimov vuol schiudere altri e più idealistici orizzonti. All’asta Lopachin si aggiudica i possedimenti e, mentre gli antichi proprietari partono, non riuscirà a celare l’orgoglio di essere riuscito ad acquistare il luogo dove i suoi genitori furono servi. Nella casa vuota rimane soltanto il vecchio domestico Firs, malato e dimenticato dai padroni, ultimo relitto del passato. Rileggere Il Giardino oggi provoca molti corto circuiti spazio-temporali: l’epoca di transizione, in cui un’intera classe è costretta ad abbassare il suo tenore di vita; l’ossessione dei debiti; la mutazione psicologica che celebra il tramonto dei valori del passato e l’alba di un’umanità rinnovata; il tema della natura come ambiente, messo in pericolo dalle metamorfosi in atto. In quest’ottica l’idea di lavorare a Il Giardino è intrigante, perché questo classico della modernità parte esattamente dal rapporto tra uomo e paesaggio per raccontare l’interiorità dei suoi personaggi, la loro forza e fragilità, le loro illusioni, la loro condanna, in un disegno corale che ben si presta come banco di prova per giovani attori. Sonia Antinori attrice, autrice e regista teatrale, laureatasi in Storia dello Spettacolo a Firenze. Dopo i primi riconoscimenti come attrice, nel 1993 con L’Ospite ha vinto il Premio Pier Vittorio Tondelli per la drammaturgia. Del 1995 è il Premio Riccione per il teatro con Il Sole dorme. Del 1997 il Premio Mravac per la messa in scena del suo testo Berlinbabylon al Festival internazionale di Mostar e del 1998 il Premio Candoni per Nel tempo insolito. I suoi testi sono tradotti in inglese, tedesco, francese e turco. G. Albertazzi, C. Cecchi, U. Chiti, R. Guicciardini, F. Kahn, C. Lievi, V. Malosti, C. Pezzoli, C. Rifici, M. Scaccia, S. Sinigaglia, V. Talenti, H. Kaletsch sono alcuni dei registi con cui ha collaborato. Ha inoltre svolto attività di traduttrice dal tedesco e dall’inglese di autori come A. Schnitzler, Th. Wilder, R. Munro, M. Bertholet, F. Kater, E. O’Neill. Nel 2008 la sua versione di Sterminio dell'austriaco Werner Schwab ha ottenuto il Premio Ubu come migliore novità straniera. Da diversi anni svolge inoltre attività di docente di recitazione e drammaturgia collaborando con teatri, università e scuole specializzate. Dal 2006 al 2009 è stata coordinatrice dei progetti speciali del Teatro Mestica di Apiro (MC) in collaborazione con A.M.A.T. Nel 2008 ha fatto parte della giuria del Premio Ugo Betti per la Drammaturgia; nel 2009 è stata giurata dell’Osservatorio Critico del Premio Scenario e della Preselezione del Premio Riccione. Tra i suoi ultimi lavori teatrali Buio, andato in scena con la regia di Carmelo Rifici e la produzione del Teatro Stabile di Parma. Costo: euro 170. Data: dal 10 al 13 aprile 2012. Orari: martedì 10, mercoledì 11, giovedì 12 dalle 13 alle 19; venerdì 13 dalle 13 alle 17. Totale: 22 ore. Dove: al Teatro Caravaggio in via Borromini 5 a Milano. |