Cyrano de Bergerac

di Edmond Rostand

Cyrano in versi, ovvero: come non l’avete mai visto!

cyrano CON:
Gianluca Frigerio
Stefania Apuzzo
Giacomo Valentini
Tommaso Pagliarini
Emanuele Simonini
Francesca Biffi

Scene e Costumi Francesca Biffi
Organizzazione Donata Andreutti
Assistente alla Regia Stefania Apuzzo

Adattamento e Regia MARCO FILATORI

dall’11 gennaio al 5 febbraio 2012 ore 21
lun e mart riposo
domenica ore 16 TEATRO CABOTO via Caboto 2 Milano tel. 02-70605035
teatro.caboto@yahoo.it


Cyrano racchiude in sé grandi contraddizioni: il coraggio di affrontare cento nemici e la paura di rivelare il suo amore a Rossana, la bellezza della sua anima e la bruttezza del suo viso, un'insaziabile fame di vita e l’insicurezza dell’innamorato timido. E poi è l’uomo che non accetta compromessi, che non si vende, che va in giro senza guanti e digiuno ma non accetta di sottomettersi ai capricci di un potente. Eroe romantico per eccellenza, idealista, utopista, poeta prestato alla spada e spadaccino prestato alla poesia.
Un uomo così non poteva che soccombere alla vita.
E diventare leggenda.

Nella mia messa in scena ho voluto mantenere, il più possibile nonostante i tagli, il verso, la rima sciolta. Trattandosi di un eroe epico e romantico, cavaliere senza macchia e senza paura, non poteva parlare la lingua dell'oggi, ma doveva usare il verso poetico. In più, dato che amo le contaminazioni, alcuni personaggi hanno la maschera, come un richiamo esplicito a quei Comici che, scacciati dall'Italia, si rifugiarono nel resto dell'Europa, inseminando le culture con cui venivano a contatto. E poi i dialetti: il pasticciere Ragueneau ha l'accento emiliano, il Cappuccino l'accento veneto. E ultimo, ma non meno interessante, il personaggio aggiunto rispetto all'originale del Cantastorie, una specie di narratore che si relaziona al pubblico e agli attori e che sottolinea molte scene suonando il pianoforte.

Insomma, un Cyrano che non è solo naso... Marco Filatori